La dermatite atopica è una malattia comune infiammatoria cronica recidivante con un complesso quadro eziopatogenetico; la presentazione clinica è eterogenea, la sintomatologia intensamente pruriginosa con conseguente impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti. La dermatosi interessa il 2-10% degli adulti in tutto il mondo e si associa a comorbilità atopiche e non. Sebbene spesso si verifichi nei neonati e bambini, risolvendosi entro la pubertà, nel 20-30% dei casi persiste in fase attiva in età adulta, diventando una condizione permanente. Alcuni pazienti possono sviluppare la dermatite atopica in età adulta, anche senile, e la prevalenza risulta in aumento nei Paesi sviluppati. La diagnosi della fase di esordio della dermatite atopica nel soggetto adulto può essere più complessa rispetto a quello pediatrico, perché i fenotipi della malattia sono caratterizzati da una notevole eterogeneità clinica. Alcune manifestazioni cliniche sono osservate preferenzialmente negli adulti: dermatite testa-collo, eczema delle mani, eczema lichenificato, eczema nummulare e prurigo nodulare. L’esordio in età adulta spesso non soddisfa i criteri diagnostici classici, più tipicamente utilizzati per i bambini. Essendo una patologia cronica, necessita di un trattamento a lungo termine e, nonostante le notevoli evoluzioni in ambito scientifico-terapeutico, sono ancora molti gli “unmet needs” da affrontare per la corretta gestione clinica del paziente con dermatite moderata-grave. La caratteristica immunitaria della dermatite atopica è la flogosi di tipo 2, con attivazione di cellule Th2, Tc2, ILC2, γ/δT, eosinofili e mastociti. D’altronde è da considerare il ruolo emergente dell’attivazione delle cellule Th1 e Th17 nel processo di cronicizzazione della malattia. L’avvento delle terapie biologiche e degli inibitori delle JAK chinasi ha permesso non solo di arricchire le scelte terapeutiche, ma anche di poter rivalutare in toto la gestione del paziente dermatologico sulla base degli importanti risultati sia di efficacia sia di sicurezza. Pertanto è importante aggiornare il dermatologo sulle recenti evidenze scientifiche e gestione terapeutica delle forme moderate-severe di dermatite atopica, in modo da disporre di conoscenze sempre più attuali di pratica clinica.