La dermatite atopica è una patologia infiammatoria cronica recidivante, caratterizzata da intensa sintomatologia pruriginosa e da un rilevante impatto sulla qualità di vita del paziente. Interessa il 2–10% della popolazione adulta e può persistere oltre l’età pediatrica o esordire in età adulta, con fenotipi clinici eterogenei che rendono talvolta complessa la diagnosi.
Dal punto di vista patogenetico, la malattia è sostenuta prevalentemente da un’infiammazione di tipo 2, con possibile coinvolgimento dei pathway Th1 e Th17 nelle forme croniche. Si associa frequentemente a comorbilità atopiche e non atopiche, contribuendo a un significativo burden clinico e psicosociale.
Nelle forme moderate-severe, la gestione richiede un approccio strutturato e personalizzato, orientato al controllo a lungo termine della malattia, alla prevenzione delle riacutizzazioni e al miglioramento degli outcome clinici e di qualità di vita.
L’introduzione delle terapie biologiche e degli inibitori delle JAK chinasi ha ampliato le opzioni terapeutiche, rendendo centrale la capacità del clinico di selezionare in modo appropriato il trattamento sulla base del profilo del paziente e degli obiettivi terapeutici condivisi.
L’avvento delle terapie biologiche e degli inibitori delle JAK chinasi ha permesso non solo di arricchire le scelte terapeutiche, ma anche di poter rivalutare in toto la gestione del paziente dermatologico sulla base degli importanti risultati sia di efficacia sia di sicurezza. Pertanto, è importante aggiornare il dermatologo sulle recenti evidenze scientifiche e gestione terapeutica delle forme moderate-severe di dermatite atopica, in modo da disporre di conoscenze sempre più attuali di pratica clinica.
